martedì 19 ottobre 2010

344: Pierre Coulibeuf a Parma

Bisogno d’eccesso: spesso è così nella ricerca contemporanea. Radicale è la necessità di superare soglie, confini; spesso in gioco, con ironia e crudeltà a un tempo, è il corpo, esposto in situazioni difficili, estreme.

Così si è visto di frequente nelle opere teatrali di Jan Fabre, cui dichiara di ispirarsi esplicitamente il francese Pierre Coulibeuf (Elbeuf, 1949; vive a Parigi) per questa videoinstallazione, dove caratteri mitologici - Arianna nel labirinto - si complicano di visioni, incubi e ossessioni, in una continua negazione della narratività, esaltata in particolare dalla ripetizione, con scene che ritornano e situazioni di mancati incontri.

In una struttura architettonica labirintica, una sposa dal lungo abito bianco corre, inciampa, inseguita da un grande uccello nero. Un cavaliere agita la sua spada, che si spezza. Un cieco avanza incerto. Lo stesso Fabre è presenza ciclica che, con un gufo sulla spalla, pare lottare/cedere al sonno. Insetti e strani animali passeggiano sui corpi, e Hieronymus Bosch è evocato anche da alcuni particolari movimenti degli interpreti.

Pierre Coulibeuf - Les guerriers de la beauté / The Warriors of Beauty - 2010
Il cibo masticato passa da una bocca all’altra, quasi avesse un potere taumaturgico; viene spalmato di rosso sangue scivoloso un uomo su un tavolo di ferro; passano più volte - o compongono visioni scure, ritmiche nello spazio - figure nere, incappucciate, senza volto.
La breve parte del filmato maggiore (più ampio lo schermo, più complessa e articolata la visione), con un uomo nudo che salta verso l’alto e ricade a terra, di fronte a sé una bacinella di ferro, è in loop in una visione di minore formato. Otto fotografie sono momenti fermi, statici, di quanto è possibile vedere scorrere.

Un piatto di occhi. Insetti che camminano tra le labbra. Spasmi di desiderio e dolore. "Sono un profeta”, viene ripetuto in diverse lingue da più personaggi. Un nano attraversa lo spazio portando una falce. I sensi sono sperimentati e negati, per la vista, l’udito, il gusto. Pappagalli e sculacciate. Strane creature rettili con braccia di bambino. Solitudini, ricerche, smarrimenti. Ma anche baci e insaziabilità. Imbuti in testa e altri cavalieri...

Pierre Coulibeuf - Les guerriers de la beauté / The Warriors of Beauty - 2010
Di particolare fascino alcune immagini, specie nei passi di danza del cieco e con le figure incappucciate in quello spazio circolare dagli innumerevoli varchi. Nell’eccesso, comunque sempre intenso, si avverte il bisogno di comporre tensioni di bellezza.

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