lunedì 20 settembre 2010

342: Enigmatica

Enigmatica, così Marco Delogu definisce la visione di Tod Papageorge su Roma. Per la prima volta quest’anno è un artista americano a proporre, come di prassi su incarico della Commissione Roma, il suo sguardo sulla Città eterna. Papageorge l’ha fatto, attraverso una selezione rigorosissima di trenta immagini a colori (in sei settimane ne ha scattate circa 8mila), raccontando una Roma scevra dagli stereotipi, persino un po’ spiazzante, ma sincera nel relazionarsi a un’umanità varia, sempre in movimento.

"Un fotografo anomalo”, afferma Delogu, "uno dei più grandi pensatori della fotografia. L’ho conosciuto proprio per il suo ruolo di direttore della Scuola di Yale, solo dopo ho scoperto il suo lavoro fotografico. Mi ha colpito molto il libro su Central Park. In realtà avrei voluto un superamento della contrapposizione tra street photography e topography, ma quando Tod è arrivato a Roma questo superamento è stato più difficile, perché è stato letteralmente travolto dalla città. Ha fatto una Roma in totale libertà”.

L’internazionalità del festival romano, giunto quest’anno al nono appuntamento, è fin dai suoi esordi una vera e propria vocazione: ricordiamo in passato la presenza dei vari Josef Koudelka, Graciela Iturbide, Don McCullin, Guy Tillim, Martin Parr, Raghu Rai, Olivo Barbieri... Grandi maestri che a Roma, attraverso incontri e lecture, hanno interagito con un pubblico che è cresciuto nel tempo, scoprendo o consolidando l’interesse per la fotografia.
Dopo la passata edizione sul tema della gioia, un po’ sottotono per questioni politico-gestionali (penalizzata da tempi organizzativi limitatissimi, stipata in una porzione di Palazzo delle Esposizioni e costretta a convivenze imbarazzanti), benché nutrita da presenze autorevoli, prima fra tutte Nan Goldin, quest’edizione di FotoGrafia s’intitola Futurspectives e annuncia parecchie novità.

Intanto la nuova sede espositiva al Macro Testaccio, con la piena collaborazione del direttore Luca Massimo Barbero e lo slittamento temporale dalla primavera all’autunno (con una parziale sovrapposizione con FotoLeggendo, altro consolidato evento della capitale dedicato all’arte fotografica); di contro un budget ridotto a 250mila euro (Iva esclusa...) e l’ur
genza di riformare una squadra di lavoro, in seguito alla recente soppressione di ZoneAttive, società del Comune di Roma che produceva il festival, e il passaggio del testimone a Zètema.

Notevolmente ridotto il circuito off del festival, dispersivo a detta del direttore e non sempre di qualità, rafforzato piuttosto il coinvolgimento delle accademie e degli istituti stranieri, in particolare American Academy, Villa Medici-Accademia di Francia e Reale Accademia di Spagna con i lavori di numerosi artisti, tra cui Agnes Geoffray, Philippe Gronon, Leonie Purchas, Carlos Albalá e Ignasi López. Roma è l’unica città al mondo in cui siano presenti così tanti istituti, eredità del Grand Tour.

Quanto al Premio IILA FotoGrafia per la giovane fotografia sudamericana, l’ospite è José Manuel Castrellón, vincitore con Impero del sole della passata edizione; sempre in argomento di premi, esposto nello stesso contenitore del Macro Testaccio (è ospitata in anteprima anche la nuova produzione del Mese Europeo della Fotografia, Mutations 3 - Public Image, Private Views, a cura di Emiliano Paoletti), il progetto Ecclesia sulle chiese rurali in Africa Occidentale di Giuliano Matteucci, vincitore del Premio Baume & Mercier 2009.

Ma, soprattutto, intorno a Futurspectives - "un tema di ragionamento, e non esclusivamente visivo, all’interno di una serie di discipline che hanno a che fare con l’arte” – si sono confrontati i tre curatori internazionali (selezionati con bando pubblico e in carica per un triennio), che si affiancano al direttore artistico.
Questa è la novità sostanziale della nona edizione di FotoGrafia: curatori che si ritrovano a riflettere, ognuno nell’area specifica, sulle possibili risposte alla complessa domanda: "Può la fotografia interpretare il futuro?”.
Risposte aperte, ovviamente, in cui confluiscono fantascienza, tecnologia, letteratura... Come quella dell’inglese Paul Wombell, curatore per il settore fotografia e arte contemporanea di Bumpy ride, collettiva che riunisce autori contemporanei (Peter Bialobrzeski, Sonja Brass, Cédric Delsaux, Jill Greenberg, lkka Halso, Mirko Martin e O Zhang), portavoce di una visione utopistica che sconfina nel fantascientifico.

Alla nostra Valentina Tanni, invece, il compito di esplorare la relazione fotografia/new media, con la sua mostra Maps and legends (Marco Cadioli, Martijn Hendriks, Justin Kemp, Jaime Martinez, Filippo Minelli, Sascha Pohflepp, John Rafman, Phillip Toledano, Harm Van den Dorpel e Carlo Zanni), mappatura di un territorio in progress che attinge anche al mondo virtuale del web.

Infine, il francese Marc Prust con la mostra Unpublished - unknown presenta una selezione di lavori ancora inediti, ponendosi allo stesso tempo la domanda se sia possibile affermare che una fotografia che non è stata vista da nessun altro, al di fuori dell’autore, possa esistere.

Tra una domanda e l’altra le aspettative ci sono, eccome, anche se "c’est difficile...”, come ripete Delogu, che punta a una grande edizione 2011 per festeggiare i primi dieci anni di FotoGrafia - Festival Internazionale di Roma.

dal 23 settembre al 24 ottobre 2010
FotoGrafia Roma 2010 - Futurspectives
direzione artistica: Marco Delogu
a cura di Marc Prust, Valentina Tanni e Paul Wombell
Macro Testaccio
Piazza Orazio Giustiniani, 4 (zona Testaccio) - 00153 Roma
Orario: da martedì a domenica ore 16-24
Ingresso: intero € 4,50; ridotto €3
Info: www.fotografiafestival.it

341: Stanley Kubrick. Fotografo.



Dopo il grande successo ottenuto a Palazzo della Ragione di Milano, con oltre 38.000 visitatori, l’Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti – Palazzo Cavalli Franchetti di Venezia ospita, dal 28 agosto al 14 novembre 2010 la mostra che presenta duecento fotografie, molte delle quali stampate dai negativi originali, realizzate da Stanley Kubrick dal 1945 al 1950 quando, a soli 17 anni, venne assunto dalla rivista americana Look.
L’iniziativa s’inaugura in contemporanea con l’apertura della 67^ edizione della Mostra Internazionale del Cinema che, nel 1997, premiò Kubrick con il Leone d’oro alla carriera.

L’esposizione, curata da Rainer Crone, realizzata da Giunti Arte Mostre Musei, in collaborazione con la Library of Congress di Washington e il Museum of the City of New York – che custodiscono un patrimonio ancora sconosciuto di oltre 20.000 negativi di Stanley Kubrick, giovanissimo, ma già grande fotografo – testimonierà la sua capacità di documentare la vita quotidiana dell’America dell’immediato dopoguerra, attraverso le inquadrature fulminanti e ironiche nella New York che si apprestava a diventare la nuova capitale mondiale, o l’epopea dei musicisti dixieland o degli artisti circensi.

La mostra indagherà un aspetto finora poco conosciuto della carriera del regista americano, rivelando il suo modo di fare fotografia, una delle passioni che Kubrick, ancora minorenne, ereditò dal padre (l’altra sono gli scacchi), ma che si esaurì nel breve volgere di un quinquennio.

La prima fotografia viene pubblicata il 26 giugno 1945 e ritrae un edicolante affranto per la morte di Roosevelt, un’immagine che affascinerà cosi tanto gli editors di Look da offrire al fotografo dilettante la possibilità di entrare nello staff della rivista come fotoreporter.

Il metodo Look, che era caratterizzato da una narrazione a episodi, non incontrava il gradimento dei più importanti fotogiornalisti. I responsabili della rivista volevano che il soggetto fosse seguito costantemente, che venisse fotografato in tutto ciò che faceva. Questo stile invadente esercitava un grande fascino su Kubrick al quale piaceva creare delle storie partendo proprio da quelle foto. Per ottenere dai personaggi delle pose che fossero più naturali possibili, Kubrick metteva in atto una serie di stratagemmi per passare inosservato. Uno di questi consisteva nel nascondere il cavo della macchina fotografica sotto la manica della giacca e nell’azionare l’otturatore con un interruttore nascosto nel palmo della mano. Negli interni cercava di sfruttare il più possibile la luce naturale agendo opportunamente sul tempo di esposizione e sull’apertura del diaframma. Gran parte del senso estetico che ritroviamo nei suoi film veniva già espresso dal suo lavoro di questi anni.

Anche ricorrendo a tecniche e punti di vista particolari e mantenendo sempre un certo distacco riesce a far trapelare l’aspetto psicologico dei soggetti ritratti, permettendo così all’osservatore delle foto di costruire una personale interpretazione del carattere delle persone riprese.

“Nascono così le prime fotografie di Stanley Kubrick, realizzate nell’America dell’immediato dopoguerra, che sorprendono poiché non si limitano alla rappresentazione di un’epoca, come ci si potrebbe aspettare da un fotoreporter. Le sue istantanee infatti – sottolinea il curatore -, che stupiscono per la loro sorprendente maturità, non possono essere considerate come archivi visivi della gioia di vivere, catturata dallo spirito attento e pieno di humor di un giovane uomo, ma costituiscono un consapevole invito a confrontarsi con le risorse del mezzo fotografico, con le sue possibilità di rappresentazione e con la propria percezione della realtà: una costante dell’opera artistica di Kubrick che comincia con le fotografie e continua nei film”.

Un passaggio fondamentale, dunque, se si pensa che l’ambiguità dell’immagine e del cinema stesso sono al centro della riflessione che anima il cinema d’autore del secondo dopoguerra, per questo detto moderno e di cui Kubrick è stato uno degli indiscutibili maestri.

Il percorso espositivo, organizzato in otto sezioni, si svolgerà attraverso alcune delle storie che l’occhio dell’obiettivo di Kubrick ha immortalato, come Portogallo che racconterà il viaggio in terra lusitana di due americani nell’immediato dopoguerra, o ancora Crimini, che testimonierà l’arresto di due malviventi seguendo i movimenti dei poliziotti, le loro strategie, le loro furbizie, fino all’avvenuta cattura.
Betsy Furstenberg, protagonista della sezione a lei dedicata e che la rappresenta come il simbolo della vivace vita newyorkese di quegli anni, farà da contraltare alle vicende dei piccoli shoe shine, i lustrascarpe che si trovavano agli angoli delle strade di New York.
Inoltre, s’incontreranno le sezioni dedicate alla vita che si svolgeva all’interno della Columbia University, un luogo d’élite dove l’America formava la classe dirigente del futuro, e all’interno del Campus Mooseheart nell’Illinois, una residenza universitaria, costruita da benefattori, per educare figli orfani di guerra che sarebbero andati a ingrossare le fila della middle class americana, o ancora quelle che ritraggono l’epopea dei musicisti dixieland di New Orleans o il variegato mondo degli artisti del circo.

Prodotta e ideata da Giunti Arte mostre musei la mostra è accompagnata da un catalogo dello stesso editore che costituisce la più completa monografia sul tema mai pubblicata in Italia.

STANLEY KUBRICK. Fotografo
Venezia, Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, Palazzo Cavalli Franchetti (Campo Santo Stefano)
28 agosto – 14 novembre 2010

Orari: tutti i giorni, 10:00 – 19:00 (la biglietteria chiude alle 18:30)
Ingresso: intero € 9,00 – ridotto € 7,50 – ridotto scuole €4,00
Informazioni e prenotazioni: 199.199.11

340: Nikon SB-700


Nital S.p.A. è lieta di presentare il nuovo flash Nikon SB-700, splendido connubio di avanzata tecnologia e semplicità d'uso: il tutto in un corpo compatto. Destinato a tutti coloro che vogliono provare nuove tecniche di illuminazione ed esplorare le opzioni del sistema di illuminazione creativa Nikon, l'SB-700 è ideale per un'ampia gamma di applicazioni, dai ritratti e foto in studio, agli eventi e alla fotografia notturna: con la qualità che ci si aspetta da un lampeggiatore professionale.
Nikon dichiara che “l'SB-700 offre agli utenti la possibilità di espandere il proprio potenziale creativo al di là del flash incorporato nella fotocamera. Si integra senza difficoltà con le fotocamere reflex digitali Nikon e sfrutta il sistema i-TTL per fornire dei risultati ottimali con il minimo sforzo.”

Sebbene sia dotato di un'interfaccia intuitiva e di un sistema operativo facile da utilizzare, il flash dispone di molte funzioni avanzate ereditate dal flash SB-900. È dotato della tecnologia i-TTL di Nikon che, tramite il sistema di misurazione esposimetrica dell'obiettivo, assicura una valutazione accurata della luce ed il rilevamento automatico della lunghezza focale utilizzata, con conseguente regolazione dell'output del flash (per angoli di visuale compresi tra 24 e 120mm). Gli utenti possono, inoltre, scegliere fra tre diversi schemi di illuminazione, rapidamente selezionabili in base a diversi scenari di ripresa.

Pensato per la versatilità

Il lampeggiatore SB-700 è compatibile con fotocamere FX e DX e i suoi controlli wireless veloci lo rendono ideale per diversi tipi di utenti, compresi i fotografi di livello avanzato che vogliono estendere il proprio sistema di illuminazione creativa. Può agire come unità master e controllare fino a due gruppi di flash e i rispettivi rapporti di luce. Il modello SB-700 può inoltre agire come unità remota in una configurazione flash.

Grazie alla testa rotante e al paraluce antiriflesso, il fotografo può utilizzare il flash per dirigere la luce e rifletterla sul soffitto o sulle pareti. L'SB-700 viene venduto assieme al diffusore Nikon che consente di ammorbidire la luce e ridurre le ombre provocate da un flash diretto.
Il flash è dotato di una leva di blocco del piedino di montaggio tramite il quale è possibile collegare il flash alla fotocamera in modo sicuro senza che il collegamento si allenti. È inoltre disponibile una struttura opzionale impermeabile per la fotografia in esterno.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI:

Il nuovo pannello LCD e una disposizione intuitiva dei comandi rende l’impostazione del flash semplice e rapida.

Grazie a un numero guida massimo di 38 (per una fotocamera FX con impostazioni di illuminazione standard, ISO 100 e 120 mm), questo flash ha davvero una marcia in più e ha una potenza idonea per la maggior parte delle esigenze di illuminazione per le fotografie di tutti i giorni.

Lo zoom multi-step risponde in modo automatico alla lunghezza focale corrente impostata sull’obiettivo montato sulla fotocamera e copre l’angolo di visuale da 24 a 120mm.

È possibile impostare rapidamente tre schemi di illuminazione adatti alle diverse situazioni di ripresa, così da rendere il flash ideale per un’ampia gamma di condizioni. Lo schema ponderato centrale, con maggiore potenza e un numero guida maggiore, è ideale per far risaltare un soggetto rispetto a ciò che lo circonda. L’impostazione uniforme funziona bene per le fotografie di gruppo all’interno e per le foto di superfici piane, mentre l’impostazione standard pone una leggera enfasi sul centro ed è ideale per la maggior parte delle altre situazioni.

L’alta velocità consente un intervallo di ricarica di soli 2,5 secondi con batterie NiMH e batterie alcaline; di circa 3,5 secondi con batterie al litio.

La modalità di controllo wireless rapida consente di modificare i rapporti di luce delle unità lampeggiatrici A e B e consente inoltre di utilizzare il flash come unità remota in un Sistema di illuminazione creativa Nikon.

Il lampeggiatore SB-700 rileva automaticamente la temperatura della testa del flash e se essa aumenta, il sistema di protezione evita che l’eccessivo calore danneggi il flash (naturalmente è disinseribile).

Il firmware del flash può essere facilmente aggiornato direttamente connettendolo alle fotocamere reflex digitali Nikon.

Il lampeggiatore SB-700 viene venduto insieme a filtri colore rigidi, a incandescenza e fluorescenti, che garantiscono maggiore durata e facilità di utilizzo rispetto ai filtri a pellicola tradizionali. Il flash rileva automaticamente questi due tipi di filtro colorati rigidi e imposta sulla fotocamera la temperatura di colore in base alle informazioni del filtro ricevute dal lampeggiatore SB-700. È inoltre disponibile il set di filtri colore opzionale SJ-4.

domenica 19 settembre 2010

339: Obiettivi Nikon. Tanti obbietivi!

Nikon sforna questa volta molte ottiche, e alcune per l'eccellenza della fotografia. Vediamole brevemente.

AF-S NIKKOR 35mm f/1.4G: reporter d'assalto

Nikon ripropone ottiche storiche e ne affianca di nuove, con la piacevole scelta di proporre una sola ottica DX, mentre tutte le altre sono adatte anche su pellicola e, ovviamente, sulle full-frame digitali.

Rimando al sito Nital per gli approfondimenti.

338: Nikon D3100


Nital S.p.A. è lieta di presentare la Nikon D3100, la prima reflex digitale della casa giapponese in grado di realizzare filmati in full HD, semplicissima e divertente da utilizzare.

Nikon ha dichiarato che "la D3100 è l'evoluzione della Nikon D3000, la reflex digitale più venduta in Europa. La nuova reflex Nikon offre un sensore da 14.2 megapixel, la funzione di ripresa video in full HD, la modalità Live View con nuovi modi AF ed una migliorata ergonomia. Naturalmente viene riproposto anche su questo prodotto il famoso Menu Guida, ulteriormente sviluppato: tra le varie implementazioni è possibile visualizzare sul monitor LCD alcune immagini esplicative che mostrano i risultati ottenibili dalle modifiche delle impostazioni di ripresa, come, per esempio, il tempo di posa o l'apertura del diaframma. La Nikon D3100 è la fotocamera ideale per famiglie, "young generation" e per tutti coloro che vogliono fotografare i momenti importanti della loro vita con una qualità perfetta, senza doversi preoccupare delle impostazioni".

Pura e semplice reflex per famiglie e "young generation". Con la qualità Nikon.
La Nikon D3100 è stata concepita, disegnata e realizzata per coloro che si affacciano per la prima volta nel mondo della fotografia reflex, che vogliono realizzare fotografie di qualità senza doversi preoccupare di impostazioni complesse. Grazie ad una serie di funzioni automatiche, la fotocamera è in grado di svolgere il suo compito in modo semplice e divertente, proprio come una macchina fotografica compatta: in modalità Live View la funzione Scene Auto seleziona automaticamente la modalità di ripresa più appropriata alla scena che si sta riprendendo; il Sistema di Riconoscimento Scena consente di ottenere immagini eccellenti, grazie all'analisi della situazione di scatto ed all'ottimizzazione delle impostazioni della fotocamera immediatamente prima dello scatto; il Modo Guida accompagnerà inoltre l'utilizzatore, passo dopo passo, attraverso il processo di realizzazione dell'immagine desiderata.

Il preciso sistema autofocus a 11 punti assicura che tutto ciò che viene inquadrato sia a fuoco e che tutte le immagini realizzate siano perfettamente nitide, dalla più fugace delle espressioni al più rapido dei movimenti. Inoltre, il mirino ottico luminoso consente di inquadrare e mettere a fuoco perfettamente la scena che si vuole riprendere, in modo rapido e semplice. La modalità Live View, unita alla selezione Scene Auto, consente di comporre l'inquadratura e di realizzare foto e video in modo intuitivo e semplice utilizzando l'ampio monitor LCD, esattamente come se si stesse utilizzando una fotocamera compatta. La funzione Scene Auto, infatti, seleziona la migliore modalità in funzione della scena inquadrata e che si vuole riprendere e la modalità AF permanente (AF-F) consente la messa a fuoco continua dei soggetti, senza la necessità di premere il pulsante di scatto a mezza corsa. In modalità Live View, inoltre, la fotocamera può riconoscere fino a 35 volti contemporaneamente e calcolare il fuoco su di loro, anche se le persone all'interno dell'inquadratura si muovono.

Stupende fotografie in ogni situazione
Il sensore CMOS da 14.2 megapixel, il nuovo sistema di elaborazione delle immagini EXPEED 2 e l'ampio range di obiettivi NIKKOR compatibili, garantiscono immagini eccellenti e caratterizzate da dettagli sorprendenti, a prescindere dal contesto nel quale ci si trovi a fotografare. Questo grazie anche alla sensibilità alla luce estendibile da 100 a 3200 ISO (valore espandibile fino a un valore equivalente a 12.800 ISO), che riduce significativamente il rischio di immagini mosse, anche quando si fotografano soggetti in movimento rapido (come bambini vivaci) o contesti scarsamente illuminati (come un barbecue serale con tutta la famiglia).

Inoltre, il doppio sistema di riduzione della polvere integrato protegge il sensore di immagine della fotocamera dalla polvere, per foto chiare e senza macchie.

Riprese in Full HD per tutta la famiglia
Con la semplice pressione del tasto dedicato alla ripresa video, la Nikon D3100 può, grazie all'avanzata funzione D-Movie, registrare filmati full HD mozzafiato con audio. Inoltre, il sensore d'immagine di grandi dimensioni, la possibilità di variare la gamma ISO da 100 a 3.200 e la compatibilità con l'ampia gamma di ottiche NIKKOR, consentono, oltre alla realizzazione di immagini eccezionali, anche filmati di qualità cinematografica. È anche possibile effettuare semplici modifiche on-camera dei filmati, selezionando solo singole parti del filmato, eliminando delle scene o salvando i fotogrammi come immagini: nulla, insomma, mancherà nell'album di famiglia!
La compatibilità HDMI della Nikon D3100 consente, inoltre, di connettere la fotocamera ad una televisione HD per visualizzare i video realizzati comodamente seduti sul proprio divano, utilizzando, tra l'altro, il telecomando del televisore!

La guida verso foto eccezionali
Pensato per chi, per la prima volta, inizia a fotografare con una reflex, l'intelligente ed evoluto Modo Guida, come sulla D3000, fornisce al fotografo, passo dopo passo, le istruzioni su come modificare le impostazioni della fotocamera. È anche possibile visualizzare diverse immagini d'esempio, che mostrano i risultati ottenibili da ogni impostazione. Ciò significa non solo ottenere l'immagine desiderata con semplicità, ma anche comprendere il modo con cui si arriva al risultato: così facendo sarà possibile ampliare anche la propria competenza tecnica ed in poco tempo poter dire di essere un fotografo provetto!

Nessun momento sarà perso
La Nikon D3100 è perfetta per ogni momento, sia che esso si svolga al chiuso o all'esterno. Sarà un piacere scoprire ed utilizzare le avanzate tecnologie racchiuse nell'elegante corpo camera, al servizio di ogni genere di situazione ed idea di scatto. Il corpo camera compatto e leggero rende la Nikon D3100 semplice da trasportare ovunque, così che nessun momento rischi di essere perso.

La Nikon D3100 sarà disponibile da ottobre.

337: Nikon D7000



Nikon presenta la nuova D7000, una reflex digitale dotata di un nuovo sensore Cmos da 16,2 Megapixel, di un avanzato motore di elaborazione d'immagine (Nikon Expeed 2), del sistema Autofocus a 39 punti e dell'innovativo sensore di misurazione Matrix Rgb da 2.016 pixel.



Anche la sensibilità alla luce è stata potenziata ed ora è possibile estendere la gamma ISO da 100 a 6.400, raggiungendo, addirittura, il valore equivalente di 25.600, in modalità Hi-2. La D7000 si distingue anche per la sua rapidità d’azione: si avvia in circa 0,13 secondi, ha un ritardo allo scatto di circa 0,05 secondi e consente la realizzazione di 6 fotogrammi al secondo. In questo modo si è sicuri di realizzare con incredibile precisione, in ogni occasione, immagini di straordinaria qualità.

Con Nikon D7000 è possibile registrare filmati in full HD (1920x1080) a 24 fps, semplicemente premendo il pulsante dedicato. La modalità AF-F (Autofocus continuo) offre la messa a fuoco continua dei soggetti filmati, che vengono “immagazzinati” in un file MPEG4 contraddistinto da una compressione AVC/H.264.

In kit con un obiettivo 18-105 mm costerà 1.399 euro, sarà commercializzata a partire da ottobre.