380: Nuovi dorsi digitali Phase One
Nuovi dorsi digitali Phase One: 80 megapixel e 12,5 stop di gamma dinamica
“Phase One presenta i nuovi dorsi digitali: fino a un massimo di 80 megapixel e 12,5 stop di gamma dinamica dichiarata. Non solo: 3200 ISO e USB 3.0”
Il mercato delle macchine fotografiche professionali ultimamante sta vedendo interessanti novità, dimostrando un dinamismo su cui pochi avrebbero scommesso. Phase One è uno dei nomi di maggior calibro del settore e ha presentato i suoi nuovi dorsi digitali, che spostano verso l'alto l'asticella delle prestazioni. I nuovi Phase One IQ180, IQ160 e IQ140 offrono rispettivamente risoluzioni di 80, 60,5 e 40 megapixel.
Lasciando però da parte il mero conteggio dei pixel è interessante notare il dato di gamma dinamica che Phase One dichiara, pari a 12,5 stop. Inoltre il modulo dispone di connessione USB 3.0 e FireWire 800 per facilitare e velocizzare il trasferimento delle immagini al PC e integra un rinnovato controller con nuova interfaccia con le schede di memoria per eliminare ogni ritardo nel buffer permettendo di scattare a raffica fino ad esaurimento della scheda (raffica a 0,7 fps nel caso del dorso IQ180).
Nuovo è anche il display da 3,2", di tipo Retina e multitouch, accreditato di 1.15 milioni di punti di risoluzione; i controlli multitouch dovrebbero rendere l'interfaccia utente più semplice e permettere con un tocco di ingrandire istogrammi, avvertimenti di sforamento alte luci e ombre, punti di messa a fuoco. Nuova anche la funzione Focus Mask che evidenzia il fuoco e la profondità di campo in preview, per calibrare al massimo ogni scatto.
La tecnologia Sensor+ permette invece al dorso di riprendere immagini a risoluzione ridotta (parliamo comunque di 20 megapixel nel caso del modulo da 80 megapixel) a 3200 ISO, fatto abbastanza inedito nel mondo del medio formato. Giovedì Phase One ha organizzato un evento per il lancio in Italia dei nuovi prodotti, speriamo di potervi dare in quell'occasione la nostra prima impressione dal vivo. All'evento saranno resi noti anche i prezzi dei nuovi dorsi, per ora il costo in dollari parte da $16.990.
379: Mamiya 120mm Tilt&Shift
Nuovo obiettivo Mamiya f5.6/120mm Tilt&Shift
Comunicato stampa Mamiya
Mamiya Imaging è lieta di presentare il nuovo obiettivo Schneider Kreuznach f5.6/120mm Tilt & Shift, il primo obiettivo digitale decentrabile dedicato al formato 645, che amplia moltissimo le possibilità creative ed applicative del sistema Mamiya / Phase One 645.
Si tratta di uno speciale obiettivo apocromatico ed asferico, che assicura un`eccezionale definizione, un ampio cerchio di copertura e un controllo eccellente della prospettiva.
Gli elementi ottici ad altissima risoluzione, che permettono di ottenere il massimo dai sensori di ultima generazione di Mamiya, Phase One e Leaf, sono combinati ad un meccanismo di massima precisione. Il generoso uso di elementi in metallo assicura una lunga stabilità del meccanismo nel tempo.
Quest'ottica permette quindi di coniugare la maneggevolezza del medio formato con il controllo della prospettiva di un banco ottico, con l'altissima qualità garantita da Schneider Kreuznach.
Dati tecnici
Fotocamere compatibili: Mamiya/Phase One 645 DF / 645AFD / 645 AF
Costruzione ottica: 6 elementi in 4 gruppi
Gamma aperture: f/5.6 ~ 22
8° basculaggio, 12mm decentramento
Messa a fuoco: manuale
Distanza minima fra oggetto e pellicola: 0.84m
Rapporto ingrandimento massimo: 0.16x
Dimensioni:(l)135 x (w)106mm
Dimensione filtro: 104mm (baionetta VIII)
Prezzo al pubblico: euro 3.490,00 +iva
Disponibile a partire da primavera 2011
www.mamiyaitalia.it
378: Shirin Neshat a Milano
DONNE SENZA UOMINI - WOMEN WITHOUT MEN DI SHIRIN NESHAT
Inaugurazione venerdì 28 gennaio 2011 | ore 15.00 | palazzo reale | milano
L'arte contemporanea torna nella Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale. Apre il 29 gennaio Donne senza uomini - Women without men di Shirin Neshat, un'esclusiva installazione dell'artista iraniana promossa dal Comune di Milano e Change Performing Arts.
Shirin Neshat, premiata con il Leone d'Argento per la regia alla 66a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, è una delle artiste contemporanee più apprezzate degli ultimi decenni. Nata nel 1957 a Qazvin in Iran, nel 1979 all'età di 17 anni si trasferisce negli Stati Uniti per frequentare l'Università di Berkeley in California. Inizia a esporre a New York negli anni '90. Dal 1993 al 1997 realizza la serie di fotografie, Women of Allah, con cui raggiunge la fama internazionale. Nel 1996 comincia a utilizzare il video e tre anni dopo crea un'installazione con una doppia proiezione. Con il video Turbulent nel 1999 ottiene il Leone d'Oro alla 58a Biennale d'Arte di Venezia, a cui fanno seguito numerose mostre internazionali e personali nei musei di arte contemporanea di tutto il mondo.
Donne senza uomini - Women without men, promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e Change Performing Arts, è un'opera monumentale a cui l'artista ha lavorato dal 2004 al 2008, e che si basa sull'omonimo romanzo della scrittrice iraniana Shahnush Parsipur, pubblicato nel 1989 e bandito in Iran. Il romanzo è ambientato nel 1953, all'epoca del colpo di stato sostenuto dagli eserciti americano e inglese per deporre il presidente democraticamente eletto, Mohammad Mossadegh, e per riportare al potere lo Shah, evitando quindi la nazionalizzazione dei pozzi petroliferi.
"La più grande opera di Shirin Neshat sarà a Milano ed è Shirin Neshat stessa - spiega l'assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory. La sua presenza fisica, infatti, induce emozione e ci fa sentire quanto sia importante la vita di un'artista quando questa medesima vita è dedicata a mettere insieme ciò che abbiamo diviso: il cuore, il pensiero, la libertà, la verità. Ho chiesto a Shirin Neshat con questa installazione multimediale di offrici un'esperienza religiosa etica e mistica per scoprire che il divino è in noi".
L'artista ha progettato per la Sala delle Cariatidi a Milano un'installazione multimediale che presenta in una forma totalmente inedita i materiali a cui si è ispirata per la realizzazione del film omonimo, premiato a Venezia. Attraverso l'utilizzo di un lungo nastro di 15 schermi distribuiti nello spazio della sala le cinque installazioni vivono contemporaneamente in un flusso continuo e sincronico di immagini, suoni, luci e poesia.
Il visitatore potrà seguire un proprio percorso nell'imponente sala, lasciandosi coinvolgere dall'emozione delle storie di Zarin, Faezeh, Farokh Legha, Munis e Mahdokht (i nomi delle protagoniste intitolano ognuno dei tasselli della serie Women without men), restando soggiogato dalla musica di Ryuichi Sakamoto e di Sussan Deyhim, nonché dalla bellezza di ogni fotogramma delle video-installazioni, quasi fossero una successione di perfette immagini fotografiche in cui ogni personaggio, ogni oggetto, il paesaggio stesso concorrono a fondersi in un'armonia di grande potenza.
In contemporanea con la mostra a Palazzo Reale, Edizioni Charta manda in libreria il volume Women without men (in edizione inglese), una novità editoriale in vendita a Palazzo Reale a un prezzo speciale per i visitatori della mostra.
SHIRIN NESHAT
WOMEN WITHOUT MEN / DONNE SENZA UOMINI
Un progetto promosso da Comune di Milano-Cultura e Change Performing Arts
Milano, Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi, piazza Duomo 12
29 GENNAIO - 28 FEBBRAIO 2011
Conferenza stampa 28 gennaio 2011 h 15 Sala Otto Colonne / Palazzo Reale
Inaugurazione 28 gennaio 2011 h 18.30 ( su invito)
Apertura al pubblico 29 gennaio - 28 febbraio 2011
orari lunedì 14.30-19.30 / martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 - 19.30 / giovedì e sabato 9.30 - 22.30 (la biglietteria chiude un'ora prima)
Info e biglietteria online tel 02 54917 / www.ticket.it
Biglietto 5€ / ridotto 4€
www.comune-milano.it/palazzoreale
Ufficio stampa mostra
Laura Artoni / Change Performing Arts
Tel +39 02 4819 4494 | mob: +39 335 7324796 | laura.artoni@changeperformingarts.it
Ufficio stampa Comune di Milano
Francesca Cassani tel. +39 02 8845 0177 | francesca.cassani@comune.milano.it
Elena Conenna tel. +39 02 8845 3314 | elenamaria.conenna@comune.milano.it
(Sorgente: Exibart)
377: Le foto di Frank Horvat a Lugano
Giovedì 24 febbraio 2011 Photographica FineArt inaugura la sua prima esposizione dell'anno con una antologica di Frank Horvat.
Per una volta Photographica FineArt, che ha la consuetudine di mettere a confronto gli artisti emergenti con i grandi maestri della fotografia mondiale, dedica l'intero spazio ad un unico grande autore, perché da solo Horvat colma la scena fotografica con quell'eleganza che lo ha reso interprete della grande moda dalla fine degli anni ‘50 alla fine degli anni ‘80 e che in seguito, fino ad oggi, si ripropone come raffinato e seduttivo interprete della realtà quotidiana.
Frank Horvat ha impreziosito con le sue immagini alcune tra le più belle pagine di Elle, Vogue, Harper's Bazaar, ecc. Assieme ai suoi colleghi tra cui Richard Avedon, Bourdin, Newton ha interpretato magistralmente l'alta moda italiana, da Nina Ricci a Ungaro, e le creazioni dei grandi couturier francesi, da Chanel a Givenchy. Il suo modo di fotografare la moda deriva dall'istintività e dalla naturalezza con cui affrontava anche i reportage di viaggio, prediligendo sempre il momento magico ed evitando la messa in scena caratteristica del set fotografico ricco di flash e schermi per luce riflessa; i suoi scatti sono contraddistinti sempre da una grande tecnica e ottenuti con un apparecchio di piccolo formato - Leica o Nikon che fosse - ma sempre, senza eccezione, una 35mm.
Il suo istinto di fotografo raffinato e la sua grande sensibilità per l'individuo lo portano in seguito, in concomitanza con l'arrivo del digitale, a fare una nuova fotografia immediata che per Horvat ha l'intento della ricerca; anche questo nuovo periodo è caratterizzato dall'osservazione del momento ideale, "l'istante privilegiato", che non è per forza l'attimo risolutivo, ma è piuttosto quello che lo emoziona, è rappresentato dalla luce che si concilia col suo umore, è controllato dall'armonia della sia visione positiva dell'esperienza.
Nel 1999 Frank Horvat ha scelto una foto per ogni giorno dell'ultimo anno del millennio e ne ha fatto una pubblicazione, "1999 Journal photographique" appunto, che descrive e dà forma a questa sua evoluzione artistica; da lì ha continuato la sua ricerca delle emozioni di un istante che si possono trovare ovunque, in uno sguardo della persona amata o nell'odore delle cose e che trasformano immagini quasi banali, come una tavola apparecchiata o delle lenzuola sfatte o ancora una finestra aperta, in quegli "istanti privilegiati" che ne fanno delle buone immagini, delle belle fotografie.
La mostra si inaugura giovedì 24 febbraio 2011 a partire dalle ore 17.00 e resterà aperta al pubblico fino al 5 maggio con i seguenti orari: da martedì a venerdì dalle ore 9,00 alle 12,30 e dalle 14,00 alle 18,00. Il sabato su appuntamento.
Photographica FineArt nasce dall'aspirazione di Marco Antonetto a mostrare in maniera semplice ed esauriente la Fotografia storica e moderna a quelle persone che sentono il desiderio di approfondirne la conoscenza e trovano nelle opere fotografiche un piacevole "oggetto del desiderio" da ammirare e collezionare.
Photographica FineArt Gallery
Via Cantonale 9 - CH 6907 Lugano
tel. +41(0)919239657
fax +41(0)919210807
mail@photographicafineart.com
www.photographicafineart.com
376: Collana FotoNote, Paolo Pellegrin
"Sono più interessato a una fotografia ‘non finita'.
Una fotografia che è suggestiva e può innescare una conversazione o un dialogo"
Paolo Pellegrin
Il nuovo volume della collezione FotoNote raccoglie il meglio della produzione di Paolo Pellegrin, fotografo italiano dell'agenzia Magnum Photos: una carrellata di 10 anni di vita professionale vissuta sempre in prima fila, con la macchina fotografica incollata all'occhio.
La carriera di Paolo Pellegrin è costellata da innumerevoli premi e riconoscimenti internazionali, segno di quanto la forza e l'intelligenza dei suoi lavori si impongano, nel corso del tempo, come parti di un'opera universale e coerente. Pellegrin incarna una nuova generazione di fotogiornalisti: cosciente dei nuovi mezzi di produzione e di diffusione delle immagini di attualità, impegnato a rinnovare la visione degli avvenimenti che documenta, attento sempre a mantenere un atteggiamento etico, nella forma e nei modi del proprio lavoro.
Paolo Pellegrin usa spesso una metafora: la fotografia per lui è come una lingua da imparare. Una lingua lontana, magari di un ceppo sconosciuto, a cui ci si avvicina, affascinati dal suo mistero. Poco a poco, il mistero svela i contorni e si lascia cogliere. La lingua rivela le sue leggi, le sue regole e lentamente il fotografo comincia a parlare qualche vocabolo, a cercare una sua personale sintassi con cui esprimersi e raccontare delle storie. E di storie Paolo Pellegrin in questi anni ne ha raccontate parecchie. Di quelle a volte dure, a volte addirittura tragiche, miste a guerre, a drammi umani, a popolazioni in pericolo. Perché la strada scelta da Pellegrin, è quella del fotogiornalismo puro, che non ha paura di guardare negli occhi il mondo e, soprattutto, di raccontarlo.
"Il mio ruolo - la mia responsabilità - è di creare un archivio della nostra memoria collettiva", dichiara Pellegrin. Nessuno come lui ha saputo rinnovare gli insegnamenti e i principi della tradizione del fotogiornalismo in una nuova chiave, con un linguaggio nuovo; quello del ventunesimo secolo.
Il volume contiene anche le Note biografiche e bibliografiche.
Paolo Pellegrin nasce a Roma nel 1964. Comincia a fotografare negli anni ‘80. Nel 1999 entra a Magnum Photos (membro nel 2005). Segue l'attualità internazionale e pubblica sulle principali testate del mondo. Nel 1995 il suo reportage sull'AIDS in Uganda vince il primo premio al World Press Photo (categoria "Daily Life"): primo di una serie di riconoscimenti fra cui Kodak Young Photographer Award, Visa D'Or di Perpignan, il WPP 2000, categoria "People in the News" per il lavoro sul Kosovo e il prestigioso Hasselblad Grant. Nel 2002 ottiene l'Hansel-Meith Award e il primo premio al WPP, categoria "People in the News". Nel 2005 vince il primo premio del WPP, categoria "Ritratti-Stories". Recentemente ha realizzato il libro When I was dying e ha partecipato alla collettiva di Magnum Ricominciare a vivere. Ha pubblicato: Cambogia con MSF e Kosovo: The Flight of Reason.
www.contrasto.it
www.contrastobooks.com
375: All you need is photography! a Milano
Nasce a Milano un festival tutto dedicato alla vendita al grande pubblico di immagini storiche e contemporanee. L'evento inaugura il nuovo spazio di Tadino Arte Contemporanea situato in piazza Lima 3 a Milano.
Ad affiancare lo spazio espositivo principale lo Showroom Garavaglia e il negozio Mostra del Poster. Obiettivo della manifestazione, che prevede 12 mostre in esposizione ed è curata da Alessandro Luigi Perna e Serena Baccaglini, è fare della fotografia oggetto d'arte e di design quotidiano.
Partner dell'iniziativa l'agenzia Tips Images, gli archivi Touring Club Italiano, Fototeca Storica Ando Gilardi, Archivio Giuseppe Palmas, la onlus FotografiSenzaFrontiere, i fotografi Romano Cagnoni, Roberto Polillo, Fabrizio Lava, Damiano Andreotti, la casa editrice E20&Progetti, la rivista L'Europeo della RCS.
La vendita delle foto continuerà per tutto l'anno in tutte le sedi espositive.
Tadino Arte Contemporanea
piazza lima 3
20124 milano
t 02 36568129 fax 02 36567721
e-mail: tadinoacm@gmail.com
Giorni e orari:
Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00 nel mese di dicembre 2010
Da martedì a sabato dalle 10.00 alle 19.00 nel mese di gennaio 2011
Chiusura per le feste dal 31 dicembre 2010 al 6 gennaio 2011
Ingresso libero
Showroom Garavaglia
V.le Monte Santo, 8
20124 Milano
Tel. +39 02-2901.3279
Fax +39 02-6556.1875
www.garavagliarredamenti.com
Ingresso libero
4 dicembre 2010 e 15 - 22 gennaio 2011
Mostra del Poster
Galleria Buenos Aires, 2
20124 Milano
Tel. 02/29521126
Ingresso libero
374: Roger Ballen a Seravezza Fotografia
La mostra di questo grande fotografo è l'evento più atteso della manifestazione che si svolgerà in Versilia dal 29 gennaio al 3 aprile 2011. Espongono anche Bolondi, Baldini e Micromosso e poi workshop, incontri di cultura fotografica, portfolio e corsi.
Ottava edizione, dal 29 gennaio al 3 aprile 2011, di "Seravezza Fotografia", che si svolgerà nell'Area Medicea di Seravezza, nel cuore della Versilia Storica (Lucca). Una manifestazione ormai di respiro nazionale che ogni anno coniuga con successo i grandi nomi della fotografia internazionale con il mondo amatoriale, organizzata da Fondazione Terre Medicee, Assessorato alla Cultura del Comune di Seravezza, FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) sotto la direzione artistica di Libero Musetti.
Anche quest'anno il programma si presenta ricchissimo: 7 mostre, la più importante dedicata ad uno dei grandi della fotografia moderna, Roger Ballen che sarà anche ospite d'onore, workshop, corsi di fotografia, incontri di cultura fotografica e lettura dei portfolio. Una importante novità dell'edizione 2011 sarò lo "sconfinamento" della manifestazione, che propone alcuni incontri di cultura fotografica nelle sedi dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, presso il Centro per l'Arte Contemporanea di Pietrasanta, fino ad arrivare nel cuore di Firenze grazie alla collaborazione con la Casa della Creatività, dove verrà anche allestita una collaterale curata dall'Associazione Terra di Confine.
Proprio la mostra del fotografo americano, ma affascinato dal Sud Africa, nelle sale del Palazzo Mediceo ( via del Palazzo 358), aprirà la rassegna il 29 gennaio ( aperta fino al 3 aprile 2011) con le sue immagini potenti e visionarie sempre al confine tra fotografia e arte. Un percorso espositivo con una selezione delle sue più celebri fotografie, scelte in base alla loro capacità narrativa nella dimensione del "Paesaggio interiore" dell'uomo, tutte rigorosamente in bianco e nero e provenienti dai quattro cicli "Outland" del 2001, "Shadow Chamber" 2005, "Boarding House" del 2009 e dal recente "Birds" del 2010. Altre tre mostre importanti si svolgeranno nelle adiacenti Scuderie Granducali. Si tratta di "Buenos Aires cafè" di Lucia Baldini dal 19 febbraio al 6 marzo, "Dentro la città di Ivano Bolondi dal 29 gennaio al 13 febbraio e una collettiva a cura di Micromosso dal 12 marzo al 3 aprile. Poi quattro esposizioni collaterali di Maria Riva Christensen, Nico Orlandi, quella del Circolo fotografico Altissimo e una mostra di allievi Ws.
Sempre le Scuderie saranno la sede di numerosi workshops con maestri consacrati come Ivo Balderi dove saranno affrontati temi quali lo stil life, il paesaggio, il ritratto, la foto glamour, la fotografia di scena e l'arte di rendere in foto la musica jazz. Poi grande spazio poi agli incontri di cultura fotografica con lo stesso Roger Ballen ( domenica 30 gennaio alla Casa della Creatività di Firenze e lunedì 31 gennaio all'Accademia di Carrara). Insieme a lui personaggi di rilievo come Giovanni Marrozzini, Giovanna Calvenzi, Ivano Bolondi, Gaetano Poccetti, Alex Maioli, il reporter di guerra Livio Senigalliesi presentato da Gianni Minà, e Adriano Altamira con la vera storia della "fotografia concettuale".
Informazioni:
Fondazione Terre Medicee
tel.0584.757443
info@terremedicee.it
www.terremedicee.it