400: Quattrocento post sul blog
Ciao a tutti.
Grazie a chi ci segue e benarrivato a chi ci ha appena conosciuto.
Questo è il quattrocentesimo post pubblicato su questo sito, e spero che ce ne siano ancora tanti altri e ancora di più.
A presto, a tutti voi.
399: Canon: 200-400 con moltiplicatore di focale integrato

Un obiettivo zoom con focale variabile da 200 a 400 millimetri, abbinato a diaframma minimo 1:4 e con il plus di un moltiplicatore di focale 1.4x integrato: questa una delle novità mostrate dal Canon, rigorosamente dietro ad un vetro, al Photoshow 2011 di Milano.

L'obiettivo EF 200-400mm 1:4 L IS USM Extender 1.4x riunisce quindi in un solo prodotto caratteristiche ricercate da fotografi impegnati nell'ambito dello sport come in quello dell'analisi naturalistica. Una estensione focale non elevata in assoluto, ma limitata alle focali più estese, compatibile con reflex anche full frame e dotata del plus del moltiplicatore di focale.

Questo componente aumenta del 40% la focale, pena riduzione della luinosità di 1 stop sino a 1:5,6, portando l'obiettivo con fotocamere reflex full frame a una focale variabile da 280 a 560 millimetri. Per fotocamere in standard APS-C l'obiettivo opera come un 320-640 millimetri equivalente, potendo diventare un 448-896 millimetri abilitando il moltiplicatore di focale integrato.
398: Sigma APO 120-300mm F 2.8

Sigma, noto brand alternativo divenuto famoso per la produzione dei propri obbiettivi, comunica attraverso il distributore italiano che arriverà presto sul mercato nostrano anche Sigma APO 120-300mm F 2.8 EX DG OS HSM.
L'obbiettivo, che nasce come soluzione tele di alta qualità, si presenta come una proposta con apertura focale massima di F2.8 capace di garantire una elevata luminosità.
Completamente tropicalizzato nel suo schema ottico sono stati usati due elementi in vetro ottico FLD e uno SLD. Il trattamento multistrato Super Multi Layer inoltre riduce il flare e le immagini fantasma.

La stabilizzazione consente inoltre di scattare con una velocità di otturazione inferiore di 4 stop rispetto ai tempi di sicurezza: se quest'ultimo è di 1/500 sarà così teoricamente possibile portare a casa lo scatto con 1/30 di secondo.
La particolare luminosità della nuova soluzione Sigma potrà essere affiancata da un APO Tele converter, in grado di estendere la focale massima della lente, mantenendo l'autofocus. I prezzi per il mercato italiano sono al momento ancora da definire.
Da fotografidigitali.it
397: Sigma APO Macro 150mm F2.8

Annunciato da qualche tempo, è stato mostrato da Sigma il nuovo obiettivo destinato alla fotografia Macro, ovvero l'atteso Sigma APO MACRO 150mm F2.8 EX DG OS HSM. E' stata la cornice milanese del Photoshow a offrire la vetrina per questo nuovo obiettivo, che faceva mostra di sé di fianco all'intero listino della casa giapponese.
Il nuovo obiettivo, che promette un rapporto 1:1, è realizzato con 19 elementi in 13 gruppi, utilizza 9 lamelle di diaframma e garantisce un'apertura massima di f/2.8 e minima di f/22. Il peso dichiarato è di 1180 grammi, mentre il diametro per eventuali filtri è di 72mm.
Trattandosi di un obiettivo molto particolare, realizzato pensando al mondo dei professionisti o degli amatori evoluti, è realizzato per macchine full-frame, sebbene non solo da queste, a patto di riconsiderare la lunghezza focale effettiva. Non manca la tropicalizzazione, che permette di utilizzare l'obiettivo in condizioni climatiche avverse.
La distanza focale minima dichiarata da Sigma è pari a 38mm, mentre la disponibilità sarà per fotocamere Nikon e Canon . Occorrerà attendere ancora qualche settimana per vedere questo nuovo obiettivo sugli scaffali dei negozi specializzati, ad un prezzo ufficiale di poco superiore ai 1200,00 Euro IVA inclusa.
Da fotografidigitali.it
396: EISA Maestro 2011
Vi segnalo un concorso fotografico tenuto da Fotografia.it, si può partecipare sino al 20 maggio 2011, ecco i premi:
Selezione Europea
1° premio: € 1.500 e Trofeo Eisa Maestro 2011.
2° premio: € 1.000 e diploma.
3° premio: € 750 e diploma
I tre vincitori saranno invitati alla cerimonia di premiazione a Berlino, ai primi di settembre
Ulteriori informazioni ed immagini già inviate a questo indirizzo.
395: Potpourri online
"...senza quel fuoco la tua luce si spegnerebbe".
On the road sulla mitica Route 66. I vincitori dei contest Fiof. Icone sexy morte suicide. Illustrazioni e sempre tanta fotografia sul nuovo numero di marzo. Buona visione!
"... without that fire your light would go out".
On the road on the legendary Route 66. The winners of the Fiof contests. Sexy icons suicided death. Illustrations and always plenty of photography on the new March issue. Enjoy!
Ospiti - Guests: Angelo Cricchi, Eros Mauroner, Fausto Podavini, Paolo Tarantini, Maria D'Arcangelo, Palmira Stanzucci, Gianfranco Ferraro, Damiano Lamonaca Cosma, Sabino Parente, Silvia Andretti, Sara Boccacci, Nicola Gatti, Vittorio Gaveglia, Stefania Notizia, Aldo Feroce, Fabrizio Caligiuri, Alfredo D'Amato, Benjamin Spani, Fabio Artusi, Vira-Lata, Irune Izquierdo, Natalia Lachiewicz, Sarah Hoffmann.
Online Potpourri mensile nr23
www.potpourrimensile.com
(fotografia in copertina di Angelo Cricchi)
394: Victor Magazine online
E' uscito il numero di marzo del Victor Magazine, c'è ovviamente tanta pubblicità dentro ma anche belle foto e letture interessanti, potete scaricalo da questo link.
393: Talent Scout per EV Magazine
EV magazine chiama fotografi dilettanti: il progetto "Talent Scout", promosso dalla rivista bimestrale di turismo, cerca nuovi talenti. Ed entra nel vivo con la prima selezione di partecipanti, che hanno inviato la propria candidatura alla redazione.
Con lo spirito di avvicinare sempre più i lettori e il pubblico appassionato di viaggi e reportage, e di diffondere l'amore per la fotografia - che altro non è che un racconto per immagini - la redazione di EV Magazine infatti ha aperto il 2011 con questa nuova rubrica, realizzata insieme e da coloro che, di solito, sono considerati i destinatari del prodotto editoriale.
Una rubrica vietata ai professionisti, che debutterà in stampa nel numero di marzo-aprile attualmente in lavorazione, dove i dilettanti che si cimentano con la macchina fotografica ed hanno nell'animo lo spirito del viaggiatore sono invitati a misurarsi con il proprio sogno: veder finalmente pubblicati i loro scatti su una rivista.
La redazione di EV Magazine ha già selezionato i vincitori del primo bimestre, e sta componendo la sezione "Talent Scout" del prossimo numero, in uscita all'inizio di marzo 2011. Grazie al contributo dello sponsor Manfrotto, che mette in palio attrezzature e prodotti del valore di centinaia di euro, i primi fortunati talenti della fotografia dilettante riceveranno in dono importanti contributi per accrescere la loro passione.
"Talent Scout" nasce con l'obiettivo di creare un luogo virtuale di incontro e comunicazione tra la redazione di EV e il pubblico di lettori attivi: chiunque abbia un archivio di immagini, o decida di uscire alla scoperta di un territorio con la fotocamera a tracolla, potrà inviare i propri contributi e, chissà, vederli pubblicati.
In ogni numero della rivista, una giuria di professionisti valuterà il materiale pervenuto e stamperà un reportage meritevole, piccoli portfolio d'autore e immagini singole. L'occasione è ghiotta per gli improvvisati collaboratori che verranno selezionati, e riceveranno uno dei prodotti fotografici delle migliori marche messi in palio.
Ed ora i dettagli di questo debutto: il primo classificato per la sezione dei reportage si aggiudica un Kit Traveller Gitzo serie 2 in carbonio con testa a sfera; per il portfolio, uno Zaino KATA Bumblebee Prolight KT-PL-B-220; la foto del "Talent Scout" è abbinata allo zaino National Geographic NG A5250 Serie Africa Bi-uso. Gli autori, e naturalmente le loro immagini, saranno presentati al pubblico con la pubblicazione del prossimo numero di EVmag.
Partecipare a "Talent Scout" è semplice. I files in bassa risoluzione vanno inviati alla redazione, email talent@ev-magazine.it : singole immagini max 600 pixel lato lungo, portfolio 10 scatti e breve testo dell'autore, reportage almeno 10 fotografie.
Ulteriori informazioni su www.ev-magazine.it
392: Due lavori sul prima/dopo
Oggi vi propongo la visione di un paio di lavori interessanti e molto simili.
Il primo è di Irina Werning, fotografa argentina.
Questo il suo lavoro: link
Il secondo è di Clarisse d'Arcimoles, fotografa francese, e questo è il suo lavoro: link
A voi i commenti...
391: De Chirico a Palazzo Magnani di Reggio Emilia
Il visionario mondo di De Chirico a Palazzo Magnani di Reggio Emilia
GIORGIO DE CHIRICO. DIPINTI 1910-1970.
UN MAESTOSO SILENZIO
dal 5 marzo | fondazione palazzo magnani | reggio emilia
L'enigma dell'arte *
Manichini come statue, statue come ombre, muse come statue di gesso, piazze come stanze con pavimenti di legno, e il visionario mondo dechirichiano si presenta così in tutta la sua enigmaticità e potenza.
Con grande maestria De Chirico dipinge oggetti reali, palazzi e statue, con limpido rigore dà forma e sostanza ad architetture imponenti, torri, portici, ciminiere, colonne e manichini irti di righelli e squadre, che delineano però, come le quinte di un teatro, spazi inaccessibili e impraticabili. Con precisione allinea accanto a quelle architetture forme di pane, biscotti, guanti, trottole, scatole e i più svariati oggetti; ma scardinando ogni prospettiva, isolando ogni oggetto in sé, quasi fosse lì per caso, svuota di significato ogni cosa e quegli oggetti non riusciamo più a coglierli nella loro identità, facendo così scomparire, come per magia, quanto ha disposto sulla tela.
Egli disarticola ogni immagine accostandola al suo contrario, al suo altro da sé e la piazza, per sua natura luogo d'incontro, assemblea, mercato, spettacolo, resa deserta e svuotata di ogni sua funzione, diviene un luogo assurdo, inconoscibile, in cui scorci di strade impercorribili ci respingono in labirinti senza fine, ci precipitano in abissi, tra continui slittamenti, scarti, ribaltamenti di pensieri che ci rimandano ai miti classici, tra Arianne e oracoli, a un presente tra fabbriche e treni e a un futuro tra torri-grattacieli e robot-manichini; a una nuova dimensione in cui mito e futuro si intrecciano in un continuo gioco di specchi che non risolve alcun enigma, ma che anzi moltiplica all'infinito. La piazza diviene così un'emblematica cavea ove presente, passato e futuro si intersecano e intrecciano, dando luogo a un non-tempo, un tempo sospeso in cui ci smarriamo; e la tela diviene, per così dire, il "sipario" di una nuova dimensione, metafisica, ovvero oltre la realtà delle cose; velario di enigmi che non possiamo, non osiamo e in fondo non vogliamo svelare.
"Quando / la notte è a svanire / - recita Ungaretti nella sua lirica Nostalgia - su Parigi s'addensa / un oscuro colore / di pianto. / In un canto / di ponte / contemplo / l'illimitato silenzio / [.] / e come portati via si rimane." Quali migliori e più sublimi parole per esprimere quel senso di angoscia e malinconia che De Chirico riesce a concretizzare rendendo visibile e quasi palpabile quell'illimitato silenzio che pervade le sue piazze e quell'aura di mistero per cui come portati via si rimane.
"Dipingere l'aria - scrive De Chirico - è molto difficile, dipingere l'aria vuol dire dare una tale plasticità, un tal volume, una tale forza della forma alle cose che [.] gli oggetti appaiano come sospesi, immobili, ma vivi nell'aria che si sposta, che si muove, mentre le cose sembrano fermate, immobilizzate come per effetto di magia". Ed è questa sospensione magica che De Chirico realizza in modo supremo, questa presenza-assenza che, prendendo corpo tra muse, manichini, statue e oracoli, arcani dèi imperscrutabili, avvolge ogni cosa in una sublime e inquietante atmosfera.
Come l'aria che certo non vediamo, ma ben sentiamo, così questa impalpabile interiorità, venendo ad assumere i precisi contorni delle cose, inverandosi in esse, divenendo con forza una presenza, è la vera protagonista della scena. La piazza quale palcoscenico dunque, ove s'addensano enigmi, oracoli e Arianne il cui filo, però, non dipana certezze, aggrovigliandosi invece entro arcate di portici in una fuga senza fine, tra ombre incombenti, treni silenziosi, muse e manichini che ci osservano e ci scherniscono.
"Il manichino è un oggetto che possiede a un dipresso l'aspetto dell'uomo, ma senza il lato movimento e vita; il manichino è profondamente non vivo e questa sua mancanza di vita ce lo rende odioso", scrive De Chirico e prosegue: "Il suo aspetto umano e al tempo stesso mostruoso, ci fa paura e ci irrita. il manichino non è una finzione, è una realtà, anzi una realtà triste e mostruosa. Noi spariremo, ma il manichino resta." Il manichino è l'emblema di questa nostra tormentata umanità che si scopre d'improvviso sull'abisso di un mistero impenetrabile che cancella di colpo ogni immagine ed esistenza, è la tragica proiezione della nostra non-esistenza, una tangibile alterità che ci sovrasta e annienta, che continuerà a governare tempo e spazio mentre noi cesseremo di esistere.
Con grande sapienza e sottile ironia Jean Cocteau accosta Picasso a De Chirico e scrive: "Picasso inganna lo spirito. Voglio dire che, per acchiappare i nostri uccelli, ha inventato un'uva degna. De Chirico usa il trompe l'oeil (l'inganno ottico) così come un criminale rassicura la vittima: non abbia paura. Ecco qua c'è un campanello, la finestra è una vera finestra, la porta è aperta, basta chiamare.".
L'inganno di Picasso consiste nel frantumare l'immagine in mille pezzi per ricostruire la tridimensionalità dell'oggetto nella bidimensionalità del piano della tela, come in un mosaico, ma con le tessere scompaginate, così da realizzare una nuova spazialità non più prospettica. In sostanza, egli scompone l'oggetto nelle sue parti per giungere a una nuova unità che consenta la totale com-prensione dell'oggetto. L'inganno di De Chirico, invece, sta nel mettere insieme gli oggetti più disparati in un contesto del tutto innaturale per svuotare l'immagine di ogni significato, rivestendola di un'aura di mistero.
Come nell'Enigma della partenza, ad esempio, capolavoro del 1914 presente in mostra, nel quale sono quelle casse abbandonate, in primo piano a sinistra nel quadro, a suggerirci forse una partenza imminente? O è la vela che, in perfetta diagonale, si scorge in lontananza tra le arcate del portico a destra? O l'ombra misteriosa, accanto a quella della statua, generata forse da un oracolo, un dio, un manichino che, perfettamente allineata, conduce lo sguardo ora alle casse ora alla vela? O forse è la statua, al centro, che con la sua ombra esasperatamente allungata s'interroga dinnanzi a un mare invisibile, sovrastato non da un faro ma da una ciminiera, che si erge sopra ogni cosa e incombe sul portico che, inclinato in modo abnorme, accelera lo sguardo in una fuga di arcate verso un cupo cielo verdastro? E che dire della figura che s'intravede, dalla finestra aperta, in alto sopra l'arcata a destra che guarda, attraverso la finestra opposta, il cielo, il mare, la piazza forse, mentre un illimitato silenzio avvolge ogni cosa?
Statue, muse, manichini, piazze, e la Metafisica dechirichiana si dispiega in tutta la sua epica grandezza nel rappresentarci oggetti reali, per trasmetterci, oltre la realtà delle cose e delle loro apparenze, ben altre sensazioni e sentimenti. De Chirico non dipinge la realtà che ci appare, il mondo esterno, ma la nostra interiorità; non dipinge i sogni che, si badi, costituiranno il mondo dei surrealisti, ma quei sentimenti che ci avvolgono e ci pervadono e che proiettiamo poi sulle cose: Melanconia di un pomeriggio, Mistero e melanconia di una strada, Nostalgia dell'infinito o, appunto, L'Enigma della partenza, non a caso titoli di alcune sue opere.
Roberto Alberton
Curatore della mostra
* Estratto dal testo in catalogo
Giorgio De Chirico. Dipinti 1910-1970. Un maestoso silenzio
Dal 5 marzo al 1 maggio 2011
FONDAZIONE PALAZZO MAGNANI
Corso Garibaldi, 31 - 42121 Reggio Emilia
Tel. + 39 0522 444 406 /408 - Fax + 39 0522 444 436
info@palazzomagnani.it
www.palazzomagnani.it
Fonte: Exibart